un amore di Viola

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domenica, 11 maggio 2008
Augurissimi Viola Mamm-ola :D

tulipani per Viola

Postato da: mr_free_bird a 15:54 | | link | commenti (1)

giovedì, 08 maggio 2008
Che Tempo fa...


A riecchime... come direbbero a Roma. Roma Roma, caro Alb, tu sei là, eri qui e poi laggiù e ci sei mancato e poi sei passato come un temporale estivo e te ne sei andato lasciando il sole. E il profumo del Molise! Grazie di aver fatto tutti quei chilometri per noi, non sono ancora sicura che ce le meritiamo le tue fatiche!

Comunque qui bel tempo. Finalmente ho tolto i porcini dalle orecchie e ho steso la biancheria fuori sul terrazzo ad impregnarsi dell'odore del sole e del borino che tira da qualche giorno...

Oggi mi sento piccola piccola piccola.  Figurativamente rispetto ad una mia dilocazione nel tempo e nello spazio. Per il resto emotivamente lo sai che mi rispecchio nei mei chili di troppo. Anzi, i miei sono i chili di troppo troppo.

Ma ti lascio, perchè vado a fare una crostata per mio fratello che oggi ha il compleanno!

Prometto che non la mangerò tutta come al solito.

Un abbraccio da quassù.



Viò.

Postato da: violaviola a 16:42 | | link | commenti (2)

giovedì, 27 marzo 2008
tempus fugit ovvero la vendetta di Buzz...

A proposito non vi ho nemmeno fatto gli auguri di Pasqua che andremo a votare poi faremo la Prima Comunione, la festa del primo maggio, la festa della mamma, la festa di fine anno scolastico, la festa che ti fanno gli altri in ufficio, poi le vacanze in cerca di un posto al sole, un viaggio a luglio, un mutuo da pagare, una ventina di giorni di annullamento mentale, il rientro a casa, il rientro a scuola, l'inizio di una nuova scuola, l'autunno e il cambio stagione che tanto son tutte uguali ma quest'anno l'ha buttata fredda, la macchina nuova da comprare e quella vecchia buona per il pollaio, un pollaio e un cascinale da desiderare, una mucca col vitello e poi i preparativi di novembre poi arrivano i morti, i santi, i martiri, i genitori che fioccano ceffoni come granelli di sabbia nel phoen, poi viene finalmente natale e i suoi balocchi e cotillons, e poi viene capodanno che tristezza infinita si porta via, e poi ....muori.



Violaviola

Postato da: violaviola a 19:29 | | link | commenti (6)

lunedì, 17 marzo 2008
Ricordo con te

Sergio Vollono








 








 




Ho letto sul Flickr.... e non pochi sorrisi sono esplosi su questa facciona ormai stanca della lunga giornata.... ve li lascio con amore, e con un grande ringraziamento per quella sana mente che li ha pensati per primo....ma il tutto a onor del vero, è scaturito insieme ad una foto di Sergio, che mi ha fatto tornare alla mente le cose vecchie e buone di un tempo...

...

Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega tocca colore.

Noi che facevamo "Palla Avvelenata".

Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera".

Noi che non mancava neanche "dire fare baciare lettera testamento".

Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini".

Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.

Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce".

Noi che il Ciao si accendeva pedalando.

Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.

Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.

Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.

Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.

Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.

Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la

bella della bella..

Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva Con le mani non era fallo.

Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.

Noi che giocavamo a Forza 4.

Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era sempre

Domodossola).

Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.

Noi che ci spaccavamo le dita per giocare a Subbuteo.

Noi che giocavamo per ore a "Merda" con le carte.

Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, ci toccava Riavvolgere il nastro con la BIC.

Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.

Noi che avevamo i cartoni animati belli!!

Noi che guardavamo "La Casa Nella Prateria" anche se metteva tristezza.

Noi che alla messa ridevamo di continuo. Noi che si andava a messa se no erano legnate.

Noi che si bigiava a messa. Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.

Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul

terrazzo.

Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.

Noi che si andava in cabina a telefonare.

Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.

Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero.

Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.

Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.

Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.

Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.

Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo!!!

Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.

Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.

Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.

Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.

Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.

Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.

Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.

Noi che se a scuola la maestra (Betti) ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.

Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.

Noi che internet non esisteva.

Noi che "Disastro di Cernobyl" vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.

Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio.

Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella..fai merenda con Girella.

Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.

Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.

Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.

Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.

Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween!!!

NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO

QUANDO CE LE RICORDIAMO.



Grazie ad Aquaraggia per il testo, grazie a Sergio Vollono per l'immagine....

Con grande grande serenità per merito vostro:  Violaviola

Postato da: violaviola a 22:40 | | link | commenti (5)

giovedì, 14 febbraio 2008
San Valentino!

i miei primi biscotti decorati per S. Valentino...BUON SAN VALENTINO A TUTTI!!!

E per una volta smettiamola con questa storia degli esseri umani pensanti, veterani della zitellaggine del cuore,  asprigni e malevoli contro le smielature della vita... siamo più fragili, più consapevoli che come tutti gli esseri viventi, anche noi abbiamo bisogno d'amore...

                            

                                       con amore: Violaviola




 p.s.: San Valentino si festeggia in questa giornata in onore del prete romano martirizzato nel 270 ai tempi di Claudio II il Gotico.  Patrono dei fidanzati, viene invocato per guarire dall'epilessia e contro i dolori di ventre...


 

Postato da: violaviola a 14:06 | pensieri sparsi, amore, cucina, lavori, amici e amiche, valentineday | link | commenti (14)

domenica, 10 febbraio 2008
C'era una volta....

c'era una volta...Me





E’ domenica pomeriggio, è tardi o forse presto ancora, per fare tante cose o per tante altre. Prendo il blog di Dorino e leggo qua e là, poi svengo nella stanchezza influenzale di questi giorni e mi sistemo sotto le coperte vicino a una manina oggi non più febbricitante, e chiudo gli occhi. Gli altri non esistono in questo preciso momento. E penso a quanto vorrei stare sola per quattro giorni nella casera dello zio Oreste…per scrivere, riposare i sensi, e magari fare il pane nel forno a legna…

Alle volte così cominciano i sogni. Si affievolisce la realtà e pensi alle emozioni che ti danno un pezzo di pane e una manciata di noci mentre li guardi e mentre li mangi toccandoli entrambi con le mani o annusandoli a fondo con sacralità. Mio padre mi diceva sempre che il pane è sacro. Non ci giocare, non sprecarlo. Se cade a terra raccoglilo con devozione, nettalo e bacialo e riponilo con cura perché molti non ne hanno.

Aggancio subito un riferimento felice ai “cari momenti di povertà” vissuti insieme ad alcuni veri compagni di viaggio, oggi dispersi, ormai lontani. Era quel tagliare il pane per tutti, su in montagna, quel rompere le noci con le mani, o sulla tavola dopo cena vicino al fuoco, facendo un baccano tremendo, disturbando i sensi, interrompendo la quiete del monte, del bosco stupito di noi e di quel poco che serviva per rendere le persone assolutamente felici. Forse eravamo più vicini a te Signore, che sentivamo quella Felicità assoluta dentro, quella che fa sparire ogni cosa ? Quella che ti rende di diamante, coraggioso come non mai, avido di amore e ricco di ogni speranza?Quel sentire così diverso il pane stesso, mangiarlo lassù non è la stessa cosa che mangiarlo seduti in cucina da soli. O forse si, e noi siamo così distratti che non capiamo più nulla? Non udiamo ancora lo spirito di quelle spighe mature che cantavano con noi negli zaini, nelle bisacce, mentre i muscoli si tendevano, caldi, verso la meta?

E quanto buono diventa quel pane magari abbracciato alla ricotta ancora calda, là in casera, dove il pastore ti guarda con sospetto e ride di te perché non sa quanto tu, topo di città, lo ami e gli porti invidia…

Fare il pane è una cosa che dovrebbero saper fare tutti. E’ la vita stessa. Il respiro, l’alito della Terra…

Credo che il pane debba essere mangiato insieme ad altri, condiviso, spezzato in più parti conservandone le briciole per i nostri amici in volo, così che  l’aroma si spanda ovunque…

Magari un giorno riuscirò a fare un pane tondo e dorato anche per lui, che se lo mangerà in cima a qualche montagna, là dove io non riuscirò più ad andare...





                  Viò.

Postato da: violaviola a 17:44 | | link | commenti (3)

lunedì, 04 febbraio 2008
Quattro febbraio 2002...

Torta di  compleanno by TaMi



Che mal di pancia... da un paio di giorni. Forse perchè i ricordi non svaniscono con il tempo. Almeno quelli che mischiano il bellissimo e il bruttissimo. La torta fatta di eccessi opposti non si dimentica più. Son sapori indelebili. Sono passaggi continui di pensieri intricatii che non scioglieranno più i loro intrecci. E così oggi compi sei anni. Sei piccoli anni, così grandi e così teneri. Sei la peste di sempre. E te lo dico perchè tu poi possa comprendere che alle volte i grandi pensano da grandi, è per questo che sono così lontani da te.  Che ti posso augurare che tu non abbia di già? Una grande serenità, un gran sorriso sempre, di quelli che sciolgono il cuore, qualcuno che ti stia vicino e che ti ami per tutta la tua vita. Che la tua vita, lunga o breve che sia, possa essere sempre benedetta dalla Sua Luce, possa sempre tu essere onesto e corretto, equilibrato e sensibile.  E che il tuo peluche preferito si asciughi il "più prestissimo" possibile.

Ti voglio bene tanto pulciotto mio!

                                                                      Mamma

Postato da: violaviola a 10:04 | | link | commenti (6)

domenica, 20 gennaio 2008
L'Università La Sapienza....

- Allora come è andata all'Università?
- Niente da fare pà... respinto!


- Respinto??... ma come respinto!!!

- Lo sapevooo... dovevi studiare di più. Il liceo classico da solo non era sufficiente!
- No pà, non è per quello...


- Allora sono i tuoi capelli... rasta non basta!
- No pà, neanche i capelli...

- Allora  è la tua iscrizione a Rifondazione Comunista, lo sapevo... sei troppo estremista.
- Nemmeno quello, anzi erano contenti...


- Ma allora cosa? AAAH! Ecco!... le tue manifestazioni contro la polizia! l'avevo detto io... slogans sì, sanpietrini no...creano guai... la polizia poi si vendica...
- no, neppure gli scontri con la pula... sembravano entusiasti


- ma allora le canne...il viaggio a Cuba...
- no, pà... no pà!


- i tatuaggi di Mao e Lenin
- quelli li han voluti vedere...


- i tuoi piercing... la skoda rosso cccp
- ho avuto i complimenti per la skoda...


- ma allora cosaaaa... non sarai mica diventato un fascista!
- Ma noo... è che mi hanno beccato domenica

                       .... che
andavo a MESSA!

il Cipputi di TAmi




 

 

Postato da: violaviola a 11:30 | immagini, pensieri sparsi, squola | link | commenti

giovedì, 10 gennaio 2008
Cara Calliope....

cantami o diva...



"Cantami o Diva del Pelide Achille l'ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei..."

E sei lì che la ripeti a memoria, anima mia, seduta sul tappeto in camera, con il libro a terra, un dito in bocca e l'altra mano impegnata a far ripetizioni di ginnastica con i pesi di tuo padre. Perchè lui non sa, ma così non ti prenderà più in giro quando scii, che sei una pappamolla...

Sei più tosta di me. Moolto più tosta. Quando qualcosa desta il tuo interesse non c'è fatica che tenga.

Tu  che a nove anni impari la metrica dei poemi epici che io in seconda liceo imparavo a tradurre e di cui non ho il più vago ricordo... ma è così bello ripassare negli scatoloni della propria memoria e trovarvi ancora qualcosa!

Mi domando se ci sia qualcuno dietro a queste follie dell'insegnamento moderno. In quarta elementare studiavo le formiche, gli uomini primitivi e gli Egiziani, che tanto mi hanno fatto sognare dentro e fuori le loro piramidi...Tu studi Omero, e t'incanti se ti leggo i versi ormai tanto famosi tra i vecchi della mia età, come dici tu. Ma allora è dunque uno sbaglio parlarti di Orfeo ed Euridice? E quali limiti ha, la tua mente, nell'ascoltare Orlando mentre impazzito scorazza pei boschi, o di Artù le gesta, e narrarti la vita di San Francesco, di Giovanna d'ARco o di Prodi (per fare un esempio...)? Quando ho cercato di parlarti della vita civile, del suo ordinamento, del parlamento e di come vanno le cose, ancor prima che iniziassi, mi hai detto che vorresti i soldi di Berlusconi e la grazia della Fracci.

Ma siamo sicuri che hai proprio nove anni?

Tua mamma, quella del gruppo dei Bambini Sperduti....

Violav.

Postato da: violaviola a 18:10 | pedagogia delletà evolutiva | link | commenti (2)

martedì, 08 gennaio 2008
presenze

Spring will be...



Lo sapevo che saresti arrivato  qui prima o poi, era questione di tempo.

Tempo che non ho mai avuto per te che non lo hai avuto per me.

Vedi, le cose potevano andare diversamente, magari avresti scoperto di me "cose belle" oltre al termos di scemenze...o forse io avrei scoperto di te "cose che voi umani...".

Fatto sta che non è accaduto. Ma non per colpa mia. Ne sono quasi sicura. Ma forse sopravvaluto la mia capacità di aggredire le corazze altrui, o forse sono solo stanca di fare quello che fo da una vita. Leggere negli altri per trovare una giustificazione alle loro parole non dette, alla loro amicizia che marcisce sul nascere. O peggio. Al loro disinteresse.

Che non si possa avere una relazione con tutti è davvero un peccato. Relazionarsi nel senso osmotico della parola, sarebbe una figata, un qualcosa che impedirebbe il compiersi di tante brutture.

Scrivo a braccio, me ne dispiace. Vorrei donarti qualcosa di me, ma ti lascio invece i versi di Alda Merini.

Ti abbraccio lo stesso. Violav. 



Non ho quiete



Non ho quiete, non ho pianto leggero,


non ho quella dischiusa meraviglia

che chiama fiore, non ho tempo

di decifrare gli aridi messaggi

del mio tempo dannato, mi arridosso

al mio muro di futile speranza,

arrossendo se mai tu mi perdoni. 

Postato da: violaviola a 17:51 | | link | commenti (3)

martedì, 18 dicembre 2007
Preghiera davanti al Presepe....





Ave Maria…

Così dolce, così pura, illuminata da piccole luci eteree

Così lontana e vicina, così statica e irrefrenabile, così immediatamente visibile nel Presepio…

 

- Maaammaaa…non trovo le calzeee, c’è Gabri che mi da i calciii…

- Noo non è verooo (pianto irrefrenabile) è stata leii…

 




Ave Maria,

che guardi Giuseppe con la dolcezza del miele e l’Amore di Dio

quell’Amore che trapela dal tuo Santo Sposo verso il Creatore e verso di Te…

 

- Ma insomma vi volete vestire si o noo???

- Facciamo tardi, Insomma è la solita storia ogni giorno, non cambiate mai, sempre imbronciati, arrabbiati, sempre col muso… Gabri lavati la faccia… Meri muoviti a pettinarti….

 


Ave Maria,

grazie di aver accettato il Dono Grande di Dio, Tu piccola creatura semplice che ci insegni il più grande ed unico modo di accogliere la Luce, donando per prima, Te stessa

 

- Ma insommaa ti ho detto di non toccare che questi sono mieiii…

- Non è vero, la nonna li ha comprati per me, sono mieiiii….

 


Ave Maria

Al di sopra di ogni istante, di ogni incertezza, di ogni dolore, insegnami ad essere madre come tu sei stata, come lo sei ancora, per tutti noi.

 

- Saremo bravi, mammina, vedrai, non farò più arrabbiare papà…

- Voi siete importanti più di ogni gioco per noi….

 

 

Amen.



(V. )

Postato da: violaviola a 21:42 | pensieri sparsi, amore | link | commenti (9)

giovedì, 13 dicembre 2007
E' un Altro Natale....

Ninna nanna Caro Gesù, Mio caro carissimo Gesù Bambino…dormi ancora un po’ nella tua culla…

 

questa è la mia lettera di Natale, ed è la prima forse, che ti sussurro dopo tanti e tanti anni trascorsi a pensare alle lettere degli altri, della mia famiglia di prima e di quella che Tu hai voluto donarmi dopo. Oggi non sono solo una figlia, sono anche una mamma…

Lo sai, in questi anni ho fatto di tutto perché il Tuo Natale fosse un giorno speciale, ma non sempre ci sono riuscita, non sempre vi era la meraviglia e la gioia nelle mie famiglie, non sempre c’è stato qualcosa da condividere, un dono improvviso da costruire con fatica e gioia per poi vedere il sorriso sul volto di chi lo riceveva. Ci sono stati momenti di grande dolore, di stanchezza grave, di distacchi e di malattie. E questo alle volte, ci ha affaticati e molto durante il cammino…

Spesso il Tuo Natale era come un giorno qualunque, con più impegni, con più lavoro e fatica, con più preparativi, e con meno cuore…e non vedevo l’ora che finissero presto tutte le feste! Quante volte lo abbiamo pensato, Signore, perdendo il senso della Tua Nascita….

 

Ninna nanna piccolino… un angelo rosa ti porge una rosa… un angelo color del cielo di ricopre con un velo….

 

Ma ora, avanti con gli anni, rivorrei il Mio Natale, per favore, quello in cui si è felici per il fatto che si è insieme, per il fatto che non siamo soli, mai. Perché TU sei presente tra noi. TU ci doni la TUA presenza! E allora è Natale quando c’è anche solo un sorriso sincero…

 

Ninna nanna Gesù mio…

 

Non so dire quanto mi manchi il mio papà che so essere con Te, e le tante altre persone care che “sono andate avanti”, ma forse per questo vorrei che i miei figli si stringessero forte al petto il loro papà. Che c’è, c’è sempre, che li accudisce, che li segue ogni giorno e li ama così profondamente da togliere il respiro…che darebbe davvero la sua vita per loro! Questo papà che ogni giorno da quando sono nati, li veste la mattina, li pettina con cura e prepara loro la colazione quando la loro mamma scivola dal letto presto per andare a lavorare, che li porta a scuola, che prepara loro la cena e poi lava i piatti, che li fa pregare prima di addormentarsi, anche se era una cosa nuova anche per lui… che si sveglia di scatto se sente un rumore che proviene dalla loro camera….Questo papà che sa parlare di Barbie e pettinare la nostra ballerina per lo spettacolo, che sa tutto dei Gormiti e che ogni sera prepara il calendario dell’Avvento, che non fa gesti eclatanti per dichiarare il suo amore, ma piccole azioni quotidiane su cui si può contare e che è il nostro eroe di ogni giorno… che tu ben conosci!

Vorrei il Mio Natale per dire loro che non servono giochi e regali e vestiti nuovi o altro. Vorrei che i miei figli imparassero che non c’è nulla di nulla che possa sostituire l’amore vivo di Gesù, presente nei loro piccoli grandi cuori quando abbracciano i loro cari, con quel trasporto che solo loro conoscono…con quella luce di verità negli occhi che Don Michele è riuscito a scorgere…perché loro vogliono la nostra presenza, le nostre parole, il nostro tempo e il nostro cuore… non altro!

Vorrei davvero che i miei bambini crescessero capaci di guardare oltre alle carte colorate, ai fiocchi, o alla tavola addobbata per la festa. Oltre alle luci sull’albero, che sembrano magiche: la vera magia sta nei nostri cuori che son capaci di farci fare qualsiasi cosa per Amore!

Vorrei che sentissero quanto gigantesca è la forza che Maria ha ricevuto in dono da Dio, quanta Disponibilità e Santità dal volto di Giuseppe, quanta Luce e Vita emana dal Presepio il Tuo piccolo viso riccioluto, adagiato nella paglia… Quanto Amore viene da quelle statuine in mezzo al muschio. E allora prendiamo per mano i nostri bimbi – grandi e piccoli – e guardiamo insieme quei volti pieni di gioiosa felicità…anche l’ubriaco, sempre presente, esprime la certezza in Te, Signore, che la Vita vera verrà, che in questo viaggio che si prolunga nel tempo, sapremo farci carico dei dolori e delle gioie, delle incertezze e delle speranze, del bene e del male, insomma di ogni cosa che incontreremo, e la tratteremo con un Tuo Dono, Signore, nell’attesa di ritornare insieme a Te.

E’ un Tempo Speciale, questo. Farò di tutto per non sprecarlo, per essere migliore, per amarTi ancora di più…

Amen, Così Sia.

Postato da: violaviola a 11:03 | pensieri sparsi | link | commenti (5)

giovedì, 29 novembre 2007
Le due Rose...

le due Rose

Qui incomincia il lavoro di preparazione dei cartoncini ricordo per la Prima Comunione di Maria Elena, il 27 aprile 2008.... credetemi che non è proprio così presto per pensarci...

Mi date un aiutino???



Viò.

Postato da: violaviola a 17:28 | immagini, amore | link | commenti (5)

venerdì, 16 novembre 2007

guarda come la luce ritorna verso  Dio...





perchè, perchè non scorgiamo la Vera Bellezza nel Creato che circonda i nostri sensi?

siamo come ciechi erranti senza mani e senza naso

quand'anche le nostre orecchie, gonfie d'orgoglio, ci traggono in errore accogliendo il suono

solitario

solo di ciò che in cuor nostro bramiamo di sentire.



Dio vieni presto a liberarci da questa nostra cecità mentale

e la nostra fede,

se pur triste coscienza di infinita nullità,

ritornerà a splendere negli occhi puri dei bambini…









Postato da: violaviola a 12:16 | | link | commenti (2)

Un giorno una foglia si stacca dal ramo...

Sono le sei e mezza passate da una manciata di minuti, ma nella mente rimangono sempre le sei e mezza. Che è un po’ come dire che sono le tre del pomeriggio: sempre troppo tardi o troppo presto per fare qualcosa.


Mi alzo e mi tuffo nel freddo intenso della casa non riscaldata… chissà quando finiranno i lavori in corso per il rimessaggio della caldaia…

Ma come ogni mattina trovo il confortante profumo del caffè caldo e del pane tostato che, secondo me tra coniugi equivale al più gioioso dei “ti amo amore mio, come sempre”…


La casa è oltremodo fredda questa mattina, tira il vento da est, la nostra cara bora che scende impietosa dalla montagna slovena e si carica di forza lungo il tragitto…

E’ un vento gelido che trasforma ogni buon sentimento ed ogni volenterosa pianificazione della mattinata in un estremo delirio prima del congelamento sul divano a guardarmi la brava Antonellina che si destreggia con i cuochi mattacchioni e imprevedibili di tutta Italia. Impari sempre qualcosa infondo. E mi dimentico che sono in “malattia”. Ma fuori non si vede molto. E’ dentro che fa male. E’ quel senso che di solito usiamo tenere ben nascosto. E’ quel senso di morte che pervade la mia vita da qualche tempo. A cui cerchi di porre rimedio ritrovando tempi per te stesso e per la famiglia che siano di incoraggiamento e di pace. Non mi arrabbio nemmeno più con mia mamma…

 

Driin… driiin….

S.: - Ciao Viola, scusa se ti rompo, volevo chiederti come stai..

Io: - Ciao cara, non bene ma potendo comunque ogni tanto stendermi sul letto ti dirò che va meglio di ieri, la mia schiena aveva solo bisogno di riposo…

S.: - Sai,… non ti ho telefonato solo per questo, ma… volevo dirti che è morto un collega.

 

Il respiro ti si ferma per un momento che sembra lunghissimo. Ieri hanno appena seppellito una donna meravigliosa di quarantotto anni che era la pediatra di mio figlio. Tumore al pancreas. Un anno e mezzo dalla scoperta, poi la ripresa, poi una settimana in rianimazione e si è spenta rendosene pienamente conto. Lascia un marito molto anziano e molto malato e due figli molto ma molto giovani…

 

Io: - Ma chi è, cos’è successo?

S.: - E’ Maurizio E…. non so se lo conoscevi… è stato un frontale sta notte, sulla strada che va a Cervignano.

Io: - Maurizio… grazie S., tienimi aggiornata e richiamami appena sai qualcosa di più.

 

Piango e piango perché ci siamo incontrati ieri mattina, perché un pomeriggio ti eri sfogato con me e mi avevi parlato della tua separazione, dei problemi che avevi, che non capivi perché era accaduto. Ti tenevo aperta la porta quando passavi in ufficio con la bici, e mi salutavi sempre con un sorriso anche quando non ne avevi voglia. Ho pensato di non scrivere un bel niente perché mi pareva di perdere la memoria tua insieme alle parole scritte. Ma accade l’inverso.

E più scrivo e più mi sembra di vederti qui a contatto di spalla. E sei caldo e vivo, e fai quel sorrisetto sornione, inneschi qualche inizio di polemica, poi ti chiudi in uno sguardo così profondo da non vederne la fine, e mi dici che poi non ti va così male come credevi.

 

Ma però, vedi, sentimi, credo che non si faccia così. Non si parte senza salutare, senza dire niente di niente a nessuno. Nemmeno quando si fa un frontale che era colpa dell’altro. E poi mi fai ridere se penso che proprio tu andavi sempre in bici invece sta volta mi pare che tu fossi in auto…Non so se fa differenza sapere come un essere lasci questa terra. Ci rasserena in qualche modo? O siamo così masochisti e cinici da nutrirci solo dei particolari morbosi di un decesso? Chi se ne frega di ciò che eri o di quel che lasci, l’importante è carpire notizie succulente e truculente…e penso che ora sei insieme a Donatella, a Gabriele quello morto due volte, la seconda in tv, e sei con mio suocero, con mio padre e con i padri dei padri e non so perché ma ti vedo che abbracci un grande vecchio che ti avvolge con le sue braccia proteggendoti con un grande mantello color delle nuvole. E sei felice.

 

Non so cosa provo Mauri, ma se dovessi descriverti, pensando alla stagione attuale, potrei usare come termine di paragone una bellissima, enorme, anzi gigantesca, gialla e rossa e lucente foglia di platano che si stacca insieme a tante altre dall’albero, proprio mentre ci sto passando sotto.

E dopo avermi carezzato una spalla, leggero scivoli sul mio cappotto grigio illuminandolo; e, girato su te stesso plani quieto sulla punta del mio stivale irradiando la luce di Dio che è in te.


Grazie per avermi dato il tuo tempo, quei “ciao come stai?” più preziosi di ogni altro riconoscimento professionale. Forse anche i ciechi finalmente capiranno che non lo sono e che, per guardare il Cielo basta solo aprire gli occhi….

 

Non ti dimentico amico mio. Prega per noi.

 

Violaviola

Postato da: violaviola a 11:50 | pensieri sparsi, amici e amiche | link | commenti (3)